Stagione Artistica 2011

19 Marzo 2011 – in anteprima
Groucho Teatro ed Orchestra Teatralica
Brecht a Babilonia
{regia collettiva}

Commedia grottesca liberamente basata su “Ascesa e caduta della città di Mahagonny” di B. Brecht

Due ricercati decidono di fondare una città, la città del divertimento e dello svago: Babilonia, città della libertà. La felicità si può comprare? A Babilonia sì! Se hai denaro, puoi fare tutto: sesso, tranquillità, alcool. Ma… manca qualcosa. Cosa? L’umanità. Quella non si compra, quella si scopre e il denaro non basta.

Franc Fabec, un avventore giunto a Babilonia, si rende conto che lì non troverà mai la felicità. È un uragano a fornire l’opportunità per un cambiamento: Babilonia diventerà la città della spiritualità. Ma anche così la felicità non arriva. Si può fare qualunque cosa, ma nel suo intimo non è cambiato ancora niente. Fino a quando Fabec alle prese con le sue personali rivoluzioni non finisce i soldi, venendo per questo condannato alla sedia elettrica: “in questo mondo non c’è delitto più grave del non aver denaro”.

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2 Aprile 2011 – Il filo di Arianna – in anteprima
produzionepovera di Donatella Franciosi
Tressicilie – abbecedario di decolonizzazione
{uno spettacolo di Gaspare Balsamo}

Mi piace pensare la spedizione dei Mille come la metafora di un’invasione. Indotta e creata con la riforma protestante prima, e con la rivoluzione industriale, finanziaria e dei trasporti poi, un’altra cultura e un’altra economia, quella mittel-europea e nord-occidentale si andava imponendo ai danni di un popolo la cui matrice culturale era ed è da rintracciarsi nel basso Mediterraneo.

Cercando di cogliere alcuni dei tratti distintivi di una cultura con una propria storia e una sua identità, il meridione italiano diventa oggi Tressicilie, in una prospettiva che guarda a quella matrice culturale sostenendone le interazioni con la vita odierna e gli incroci spontanei con gli eventi e i processi del presente.

Un bambino, nella semioscurità di un museo, tra le giubbe esposte e le divise militari logorate dal tempo, si ritrova di fronte a quella di un garibaldino che gli evoca la storia della spedizione dei Mille in maniera diversa da come la raccontano i sussidiari. Da questa fantasia personale ha inizio Tressicilie – abbecedario di decolonizzazione.

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9 Aprile 2011 – Il telaio di Penelope – in anteprima
Sinestesia Teatro
Ritorni
{regia di Gianluca Bondi}

Lo spettacolo racconta il viaggio immaginario di Marta, una ragazza schizofrenica… o quello di una ragazza vivace che desidera partire per conoscere il mondo? Racconta dello sfruttamento dei giovani emigranti… o di una famiglia qualunque negli anni ’70 che si interroga su alcolismo, gelosia e scelte di vita? Il testo esplora le possibili risposte alle domande sul senso della permanenza e su quello dell’assenza, intese in tutti i sensi (anche attraverso quelli forniti da un antipsicotico).

Marta, impossibilitata dalla malattia — o da certe dinamiche familiari — rimane imbrigliata alla sedia di casa; imbottita di psicofarmaci costruisce un mondo allucinatorio, in cui realizza i suoi sogni facendo interagire le figure a lei più vicine, ma cambiandole di ruolo. Nella prima parte lo spazio scenico è la surreale immaginazione della ragazza, successivamente lo stile vira verso il realismo: ci trasferiamo dalla fantasia di Marta al salotto di casa sua.

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30 Aprile 2011 – Il filo di Arianna
Teatro Pantegano
Le Baccanti di Euripide
{regia di Erika Manni}

Dioniso, “il più terribile e il più dolce tra gli dei”, figlio di Zeus e di Semele e nipote di Cadmo, arriva a Tebe dalla Lidia, assumendo sembianze umane. Vuole affermare la propria origine divina, imporsi come dio nella città dove un fulmine ha incenerito sua madre. La sua vendetta inizia con lo spingere tutte le donne di Tebe a trasferirsi sul monte Citerone, per celebrare i suoi riti. Al nuovo culto si adegua il vecchio re Cadmo: vi si oppone, invece, con feroce caparbietà Penteo, il giovane sovrano… Con l’arrivo di Dioniso, la città di Tebe è invasa da un travolgente stato di estasi, di perdita della coscienza, di follia mistica. Le donne sono possedute dal dio e perdono la propria identità. La trasformazione è inevitabile.

“Dioniso, il dio del teatro, dell’ambiguità e della parvenza, mette in scena il suo spettacolo, governa i personaggi e gli avvenimenti. Sceglie travestimenti e metamorfosi. È un esperto illusionista, prestigiatore, attore, autore e regista di una rappresentazione in cui niente e nessuno rimane simile a se stesso. Gli scambi di ruolo sono continui: chi spia sarà visto, chi guida sarà condotto, chi era vittima diventerà carnefice. […] Dioniso è uno straniero, è lo straniero dentro di noi. È la nostra ambiguità. Ci mostra le pulsioni feroci e le debolezze dell’animo umano che per Euripide non consentono perdono o assoluzione”.

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14 Maggio 2011 – Il telaio di Penelope
Teatri de le Rùe
È partita una nave da Roma
{regia di Mara Di Giammatteo}

È partita una nave da Roma prende titolo da un antico canto popolare, in passato molto conosciuto in tutto l’Abruzzo, in particolare da una versione rinvenuta da alcuni etnomusicologi sul versante teramano del Gran Sasso.

Lo spettacolo è frutto del lavoro di ricerca della Residenza Teatrale Una “Valigia piena di parole”, dove attori e danzatori hanno lavorato a contatto con gli abitanti anziani dei paesi di Pietracamela e Intermesoli (TE) — mettendo in scena frammenti di vita vissuta e raccontata. Il filo che ha legato il percorso è stato quello della memoria, dell’emigrazione del secondo dopoguerra, che ha visto l’incrementarsi dello spopolamento delle nostre valli montane, soprattutto verso i paesi oltreoceano, mete di sogni e di speranze di vita migliore. In questo spettacolo i linguaggi del teatro, della danza e del canto si intrecciano per dare vita a quadri di forte impatto visivo, dove la magia dei racconti di viaggio e le storie degli abitanti sopravvissuti, diventano poesie che rivendicano l’attaccamento alla propria terra e della propria identità culturale.

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28 Maggio 2011 – Il filo di Arianna
Lodomaccanto
Deregulatae
{testi e regia Daniele Fabbri}
{musiche originali Stefano Sai}

Deregulatae è uno spettaconcerto mordace ed esilarante, è la storia di un gruppo di cantastorie che si diverte e fa divertire raccontando alla gente fatti veri di personaggi inventati, non conformi, ribaltati ed esplosivi. Deregulatae è soprattutto teatro canzone, un esercizio narrativo che vede la musica e la canzone come principali linguaggi teatrali, con un taglio rockeggiante, satirico, e un gusto per la risata intelligente. Una rockband senza logica ma con molto senso, che attraverso le canzoni parla di lavoro, di sfruttamento, di coscienza, politica, media, società, rivoluzione, poesia, infanzia, giochi, e ricordi. Tanti racconti differenti che al di là del contenuto vogliono rispettare consapevolmente la fondamentale essenza della storia più importante: la storia di chi ascolta una storia.

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