Giovannino e Margherita

Sabato 5 gennaio – ore 21.15

Carmine De Martino Adinolfi e Cristina Buoninfante
Giovannino e Margherita
di Carmine De Martino Adinolfi

Sinossi dello spettacolo

Giovannino e Margherita sono i due protagonisti dei racconti di vita familiare che Giovannino Guareschi, noto come l’autore  di Peppone e Don Camillo, ha disseminato lungo alcuni decenni del secolo scorso e dai quali è nata l’idea di questo spettacolo. Spettacolo leggero e umoristico nel quale una normale famiglia italiana del dopoguerra diventa laboratorio in cui spiare l’assurdità della vita domestica e la grandezza dei piccoli sentimenti: una madre che vive in un mondo tutto suo, fatto di ragionamenti lunari e idee strambe, una bambina così ribelle da meritarsi il soprannome di Pasionaria, un bambino che ne combina di tutti i colori, e un padre che fa da paziente catalizzatore di tutto quel casino.
Casino nel quale affiorano tuttavia con delicatezza il tempo che passa, l’amore, la nostalgia. In conclusione, la pensiamo come Guareschi, per cui “capire e ridere sono le due facce di un unico gesto, e l’umorismo la veste necessaria di qualsiasi verità. Piccola o grande che sia”.

Cast artistico

con Carmine De Martino Adinolfi Cristina Buoninfante

adattamento e regia di Carmine De Martino Adinolfi

“Giovannino e Margherita” è liberamente tratto da “Lo zibaldino” di Giovannino Guareschi

 

 

 

 

 

Giovannino e Margherita sono i due protagonisti dei racconti di vita familiare che Giovannino Guareschi, noto come l’autore  di Peppone e Don Camillo, ha disseminato lungo alcuni decenni del secolo scorso e dai quali è nata l’idea di questo spettacolo.

Spettacolo leggero e umoristico nel quale una normale famiglia italiana del dopoguerra diventa laboratorio in cui spiare l’assurdità della vita domestica e la grandezza dei piccoli sentimenti: una madre che vive in un mondo tutto suo, fatto di ragionamenti lunari e idee strambe, una bambina così ribelle da meritarsi il soprannome di Pasionaria, un bambino che ne combina di tutti i colori, e un padre che fa da paziente catalizzatore di tutto quel casino.

Casino nel quale affiorano tuttavia con delicatezza il tempo che passa, l’amore, la nostalgia.

In conclusione, la pensiamo come Guareschi, per cui “capire e ridere sono le due facce di un unico gesto, e l’umorismo la veste necessaria di qualsiasi verità. Piccola o grande che sia”.

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